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Il monitoraggio e lo studio della
sismicità rappresentano uno dei metodi maggiormente
consolidati, attraverso una lunga esperienza acquisita
su numerosi vulcani attivi nel mondo, per il
riconoscimento e l’analisi di quei processi che
avvengono all’interno della Terra – comunemente
identificati con il termine di “fenomeni precursori” –
la cui valutazione risulta essenziale per la previsione
delle eruzioni vulcaniche. Questo genere di indagini,
che include anche i piccoli terremoti non percepibili
dall’uomo (micro-sismicità), consente un’accurata
analisi dei processi di frantumazione della crosta
terrestre, che normalmente preludono ed accompagnano
l’intrusione e la risalita dei magmi verso la superficie
e, quindi, la loro eruzione. Il controllo della
sismicità nell’area delle isole Eolie, è reso possibile
grazie ad una rete di sensori (sismometri), dislocati
nelle varie isole dell’arcipelago – con una maggiore
densità di stazioni sulle isole che ospitano i vulcani
attivi di Stromboli e Vulcano – e nella più vasta area
che comprende la Sicilia orientale e l’estremità
meridionale della Calabria.
A ciascun sensore e collegata una
serie di apparecchiature elettroniche a cui è affidata
l’istantanea trasmissione radio del segnale sismico
(vibrazioni sismiche del suolo), che viene acquisito ed
analizzato in tempo-reale presso un unico centro di
elaborazione dati, presidiato durante l’intero arco
delle 24 ore.
Questa procedura di acquisizione ed
elaborazione dei dati sismici consente – anche
attraverso il confronto con altri dati strumentali
(geofisici e geochimici) ed osservazioni dirette – una
costante ed accurata valutazione dello stato dei vulcani
attivi e, ove necessario, il necessario allertamento
degli organi di protezione civile e delle popolazioni
esposte al rischio di un’eruzione vulcanica.
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